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Metanodotto Brindisi-Minerbio:il progetto e i suoi rischi

La società Snam Rete Gas ha in cantiere la realizzazione del metanodotto Brindisi-Minerbio (del quale il tratto Sulmona-Foligno è parte integrante), lungo 687 km, con un condotto di 1200 mm di diametro, posto a 5 metri di profondità e con una servitù di pertinenza di 40 metri (20 per lato). Esso attraversa l’intera dorsale appenninica, ossia i territori italiani a più elevata sismicità.Nel tratto che interessa l’Abruzzo, il Lazio, l’Umbria e le Marche, su 30 località appenniniche attraversate dall’opera, 15 sono a zona sismica 1 e 15 a zona sismica 2.  Molte di esse sono proprio quelle più colpite dal disastroso terremoto del 6 aprile dell’anno scorso: L’Aquila, Pizzoli, Barete, Barisciano, Poggio Picenze, San Demetrio ne’ Vestini, Fagnano Alto, Prata d’Ansidonia, San Pio delle Camere, Navelli, Caporciano, Popoli. Nella Valle Peligna, zona sismica di 1° grado, il metanodotto corre lungo la faglia sismica del Morrone, interessando i comuni di Sulmona, Pacentro, Pratola Peligna, Corfinio e Roccacasale. La prevista centrale di compressione Snam è molto vicina all’epicentro del terremoto (tra Sulmona e Cansano) che ha interessato il nostro territorio alla fine di marzo 2009.Anche nel tratto dell’Umbria il tracciato interessa diverse località coinvolte dal sisma di 13 anni fa. Il rischio per le popolazioni è elevato.

D’ altra parte non va sottovalutato il pesante impatto che, in molti tratti, il metanodotto ha sull’ambiente naturale, sulle aree di interesse storico e archeologico e sulle attività economiche delle popolazioni. Per non parlare dei rischi derivanti da possibili incidenti o esplosioni.

Per queste ragioni richiamiamo l’attenzione dei cittadini, delle istituzioni, della Protezione Civile e delle forze politiche sulla minacciosa prospettiva della realizzazione del metanodotto Brindisi-Minerbio e della centrale di Sulmona. Unitamente a molte associazioni (tra cui Mountain Wilderness Italia, Lipu Abruzzo, Verdi Ambiente e società, Comitato No Tubo, Comitato Civico Norcia per l’Ambiente, Associazione Altura) chiediamo da un lato assoluta trasparenza sulle procedure in atto e sulle scelte finora operate, dall’altro l’apertura di un tavolo di trattative con progettisti, istituzioni locali, Protezione Civile, periti di parte e popolazioni interessate al fine di individuare alternative all’attuale progetto.

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