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Cosa c’è dietro il metanodotto Brindisi-Minerbio

Sul gas si sta combattendo una guerra senza esclusione di colpi da parte delle multinazionali del settore. In palio c’è la spartizione di una torta gigantesca.  Le armi della guerra sono i nuovi gasdotti.

Cosa c’entra Sulmona e la Valle Peligna? C’entra perché il nostro territorio è coinvolto in questo grande gioco mondiale.

Vediamo perché. Per affrancarsi dalla dipendenza dal gas russo l’Unione Europea, sostenuta dagli USA, punta alla realizzazione di un nuovo gasdotto, il Nabucco; la Russia risponde con due nuovi gasdotti: il Nord Stream , sotto il mar Baltico, e il South Stream, sotto il mar Nero, fino all’Italia meridionale. Ambedue saranno realizzati da Gazprom, una delle tre più importanti aziende del mondo e la prima fonte di reddito dello Stato russo. Chi è a fianco di Putin in questo disegno strategico per gli interessi della Russia? L’Italia di Berlusconi; vedi i dossier di Wiki Leaks  sulla “strana coppia”dai quali emerge che il governo USA  ha chiesto alle proprie ambasciate di Roma e di Mosca di indagare su eventuali “investimenti privati” dei due leader, capaci di condizionare le politiche estere o economiche dei due Paesi. Partner di questa operazione è  l’Eni, che ha sottoscritto con Gazprom un accordo in gran parte segreto.

Veniamo ora ai consumi di gas in Italia, pari a circa 80 miliardi di metri cubi l’anno. Secondo le previsioni il fabbisogno potrebbe arrivare, tra 10 anni, a 100 miliardi. Ma se mettiamo insieme tutte le opere in progetto (metanodotti internazionali e rigassificatori) il volume del gas che si riverserà sull’Italia sarà superiore ai 200 miliardi di metri cubi, cioè più del doppio del fabbisogno!

A cosa serve tutto questo gas? Serve alla Snam Rete Gas (prima società dell’ENI) per diventare la “hub” del gas in Europa. Il gas, cioè, sarà rivenduto agli altri Paesi europei, il che consentirà all’ENI-Snam di realizzare enormi guadagni! Ma per diventare la “hub” del gas la Snam ha bisogno di   costruire il nuovo metanodotto di 687 km BrindisiMinerbio  (Bo) e la centrale di compressione a Sulmona. Alla nuova infrastruttura saranno collegati i nuovi volumi di gas provenienti dalla Libia (Greenstreem), dall’Egitto (British Gas) e dalla Russia di Putin ( South Stream).

Le multinazionali del gas faranno dunque affari colossali sulla nostra pelle. Nelle loro casse affluiranno fiumi di denaro mentre il nostro territorio e quello dell’intera dorsale appenninica saranno massacrati, l’aria sarà inquinata dalla centrale, l’incolumità pubblica sarà messa in pericolo, l’economia locale sarà duramente colpita.

A loro non interessa se il metanodotto sarà collocato in aree di massima sismicità e di elevatissima qualità ambientale: quello che conta è il Profitto.  Altro che “pubblica utilità”!

A tutto questo ci sta portando la complicità e l’ignavia di certi politici  a tutti noi ben noti. Costoro  dovrebbero  difenderci, ma sono i primi a svenderci agli interessi delle multinazionali.

Cittadini, ribelliamoci!  Non lasciamoci portar via l’ultimo diritto che ci resta, quello di decidere della gestione del nostro territorio e quindi del nostro futuro!

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