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Più di 2000 firme a Bruxelles nei prossimi giorni

METANODOTTO E CENTRALE SNAM:

2000 CITTADINI CHIEDONO L’INTERVENTO DELLA COMMISSIONE EUROPEA

Sono oltre 2000 i cittadini che hanno firmato la denuncia individuale alla Commissione Europea in merito al megagasdotto Brindisi-Minerbio e alla centrale di compressione che la Snam vorrebbe costruire vicino al cimitero di Sulmona.

Le adesioni sono state raccolte dai Comitati cittadini per l’ambiente prevalentemente a Sulmona, ma anche in altri Comuni della Valle Peligna e nei prossimi giorni saranno inviate a Bruxelles (Belgio) con un documento di accompagnamento.                                                                                                                                                                                                       E’, questa, la migliore risposta ad una certa classe politica locale che, con il suo comportamento rinunciatario, ha dimostrato di non credere in quella che è sempre di più una battaglia civile in difesa non solo del nostro territorio, ma soprattutto della dignità del nostro popolo.                                                                                                                                                       Se una multinazionale come l’ENI ha ritenuto di poter calpestare diritti fondamentali, spostando nelle aree interne una infrastruttura di mero attraversamento destinata altrove, è perché aveva fatto i suoi calcoli: sapeva che avrebbe avuto come controparte una politica arrendevole e complice.                                                                                                                                 A far saltare i piani dell’ENI sono stati i cittadini che,  dal basso, si sono organizzati in comitati suonando la sveglia agli amministratori pubblici o svolgendo direttamente un ruolo di supplenza. La tenacia dei comitati, nati lungo l’asse appenninico, ha fatto sì che l’opposizione al megagasdotto Snam diventasse un caso nazionale, fino ad approdare sul quotidiano “La Repubblica” che il 5 gennaio scorso, ha dedicato al problema una intera pagina.                                               La questione è già all’attenzione dell’Europa, con due interrogazioni presentate al Parlamento Europeo dai Verdi e dall’Italia dei Valori ed al Parlamento Italiano con interrogazioni del Partito Democratico, dell’Italia dei Valori e dei Radicali.

Ciò che ci amareggia profondamente come cittadini è il fatto che dai due parlamentari che sono espressione del nostro territorio non sia stata messa in atto nessuna iniziativa e che l’intero Consiglio Comunale di Sulmona (con l’eccezione di un solo consigliere) abbia rinunciato a difendere i nostri diritti in Europa; cosa che, invece, hanno fatto altri Comuni come l’Aquila, Gubbio e Città di Castello e altre Province come Perugia e Pesaro Urbino.  La sottoscrizione del ricorso-denuncia alla Commissione Europea da parte di 2000 cittadini, così come la partecipazione alle iniziative popolari messe in campo sino ad oggi, è la dimostrazione che la gente comune ha una consapevolezza ed una maturità che è più avanti di chi la rappresenta.

Ed è soprattutto questo che ci sprona a continuare la lotta ben sapendo di avere di fronte un avversario che ha un enorme potere economico e politico. Siamo convinti che questa è una battaglia molto difficile, ma non impossibile da vincere se il popolo saprà fare buon uso di tutte le armi fornite dal nostro sistema democratico.

 

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