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Lo spettacolo indecoroso dei “governanti subalterni”

Uno spettacolo indecoroso : è quello offerto dalla maggioranza in Consiglio Regionale che, obbedendo agli ordini di scuderia del governatore Chiodi, ha deciso il rinvio in commissione della proposta di legge sulla incompatibilità tra grandi metanodotti ed aree altamente sismiche.

Unico a disobbedire il consigliere Luca Ricciuti al quale va dato atto di aver mantenuto un comportamento fermo e coerente.

In precedenza c’era stata l’offesa fatta, dalla stessa maggioranza, ai numerosi sindaci presenti in aula, con il rifiuto di anticipare il punto all’ordine del giorno. Un fatto grave che denota mancanza di rispetto delle istituzioni locali, così come il successivo voto subalterno evidenzia una avvilente fuga dalle responsabilità da parte di chi è stato eletto per difendere i legittimi diritti dell’Abruzzo nella gestione del proprio territorio.

Ciò che rende ancora più inaccettabile il rinvio, che giustamente ha visto il voto contrario dell’intera opposizione, è l’inconsistenza delle argomentazioni portate dal governatore Chiodi.

La presunta incostituzionalità della norma è apertamente smentita dal parere favorevole del servizio  legislativo della Regione e dal responsabile dell’ufficio di presidenza Antonio Sorgi.

E’ evidente la strumentalità del rinvio che mira solo a far guadagnare tempo alla Snam e al governo nazionale che intendono imporre a tutti i costi scelte che umiliano la nostra Regione e che sono di disprezzo della volontà espressa da intere popolazioni e da un gran numero di Amministrazioni locali.

E’ singolare che l’insabbiamento della legge sia avvenuto nello stesso giorno in cui Confindustria regionale chiedeva al Consiglio di non approvare il provvedimento. Da rimarcare non solo la pesante pressione fatta alla vigilia del voto da parte di chi da sempre difende i corposi interessi della lobby del petrolio e del gas, ma soprattutto gli argomenti fasulli utilizzati : perchè l’Abruzzo produce più energia di quanto ne consumi; perchè il megagasdotto Snam è di mero attraversamento del territorio regionale e non serve all’economia abruzzese ma all’Eni per potenziare il suo ruolo di “hub”, cioè per trarre profitto dalla rivendita del gas ai paesi del centro Europa; perchè la proposta di legge non vieta gasdotti e oleodotti ma ne disciplina il passaggio sul territorio regionale, essendo ciò nel pieno diritto dell’Abruzzo che ha fatto la sua scelta di “Regione verde” e che ha il dovere di applicare il principio di precauzione, data la sua elevata sismicità.

Ieri, in Consiglio Regionale, è stata scritta una brutta pagina che non fa onore all’Abruzzo, piegato agli interessi dei poteri forti da chi ha dimostrato di non essere all’altezza del proprio ruolo. Ma stiano certi i “governanti subalterni” : la lotta dei cittadini continua.

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