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Legge anti-metanodotto : la Regione decida!

Dunque ancora un nulla di fatto, in Regione, in merito al metanodotto e alla centrale di compressione.

I tempi si allungano ulteriormente perchè il parere richiesto al Governo nazionale tarda ad arrivare.

Concordiamo con quanto dichiarato dal consigliere regionale Giovanni D’Amico e cioè sul fatto che, come ha garantito il presidente Luca Ricciuti, perdurando questa situazione  la legge torni subito in commissione, per poter essere sottoposta nuovamente al Consiglio Regionale.

In ogni caso non si può non rimarcare il comportamento davvero singolare della Regione Abruzzo che, dopo aver approvato in commissione con voto unanime la legge, ora attende dal Governo  il disco verde a legiferare in materia di gestione del proprio territorio. Una situazione a dir poco umiliante per la nostra Regione, o meglio per la maggioranza che la governa, ridottasi a chiedere il permesso di dire la sua proprio a chi il metanodotto e la centrale vuole farli a tutti i costi. Come dimostra la pubblicazione del decreto, a firma dei ministri dell’Ambiente e dei Beni culturali, sulla gazzetta ufficiale del 5 aprile.

Il governatore Chiodi non può mettere la testa sotto la sabbia e trincerarsi dietro il Governo nazionale che, ovviamente, ha tutto l’interesse ad ostacolare la Regione nell’esercizio delle proprie prerogative. Non può essere il Governo nazionale a stabilire se una legge regionale è conforme al dettato costituzionale o meno. Per questo c’è un organismo apposito ed è la Corte Costituzionale. Perciò chiediamo che questo gioco delle parti abbia termine e che la Regione finalmente decida. L’auspicio è che la decisione del Consiglio regionale, con o senza il parere del Governo, sia per l’approvazione all’unanimità della legge, così come chiedono le tante Amministrazioni locali che hanno espresso la loro contrarietà all’opera.

Se così non dovesse essere è bene che ogni forza politica si assuma le proprie responsabilità di fronte ai cittadini.

Non decidere nulla sarebbe la cosa peggiore:  rappresenterebbe non solo un evidente vantaggio per la Snam ma anche una inammissibile abdicazione, per la Regione, ad esercitare il proprio ruolo.

Apprendiamo con soddisfazione, infine, che il Comune di Sulmona intende presentare ricorso al Tar del Lazio contro il decreto  governativo che dà il via libera al metanodotto e alla centrale di compressione. Auspichiamo che la stessa decisione venga presa anche dagli altri Comuni della Valle Peligna interessati dall’attraversamento del metanodotto e che lo stesso facciano anche gli altri Enti Locali coinvolti, a cominciare dal Comune dell’Aquila e dalla Provincia dell’Aquila.

Questo, a nostro avviso, è un atto doveroso dal momento che le  validissime ragioni di opposizione all’opera, rappresentate dalle delibere votate dai Comuni e dalla Provincia, non sono state tenute in nessuna considerazione nell’iter autorizzativo del progetto Snam.

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