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Ai Sindaci…

Il 5 aprile scorso è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale il decreto, a firma dei ministri dell’Ambiente e dei Beni culturali, che dà il via libera alla realizzazione del metanodotto Sulmona-Foligno e alla centrale di compressione a Sulmona.

Con la presente siamo a chiederVi di voler adottare gli atti necessari per presentare ricorso al Tar del Lazio  per l’annullamento di detto decreto.                                                                                                                                                                              E’, a nostro avviso, una strada necessaria ed obbligata, dal momento che le validissime ragioni di contrarietà all’opera, che sono state espresse dal nostro territorio, non sono state tenute in nessun conto nell’iter autorizzativo.

La questione di fondo è : per quale motivo un metanodotto , chiamato “Rete Adriatica”, e inizialmente concepito per passare lungo la fascia costiera, è stato successivamente dirottato sulla dorsale appenninica? Lo spostamento del tracciato è stato dovuto ad insuperabili motivi di ordine tecnico o a motivi di altra natura?                                                        Dall’esame degli atti emerge che nè la Snam nè la Commissione nazionale VIA sembrano aver fornito prove convincenti del perchè di tale dirottamento. Del resto, che il nuovo tracciato sia fortemente problematico è esplicitamente ammesso non solo dalla Commissione VIA ma dalla stessa Snam.                                                                                                            La conferma di ciò viene anche dall’elevato numero di prescrizioni contenute nel decreto in merito al rischio sismico, al rischio idrogeologico e al problema della qualità dell’aria.                                                                                                                       C’è da aggiungere che, paradossalmente, sono state degradate a “prescrizioni” quelle che, secondo logica, avrebbero dovuto essere vere e proprie integrazioni progettuali da fornire prima di decidere se l’opera poteva essere autorizzata o meno.

Noi riteniamo, pertanto, che vi siano motivi più che fondati per impugnare il decreto davanti alla giustizia amministrativa.

Dalla stampa locale apprendiamo che il Comune di Sulmona  è deciso a presentare ricorso.

Auspichiamo che analoga decisione venga presa da tutti i Comuni della Valle Peligna attraversati dal metanodotto e dalla Comunità Montana Peligna. Naturalmente ci auguriamo che altrettanto facciano i tanti Enti Locali coinvolti non solo in Abruzzo (a cominciare dal Comune dell’Aquila e dalla Provincia) ma anche in Lazio, Umbria e Marche.

Sarebbe anche auspicabile un coordinamento tra i legali incaricati della predisposizione dei ricorsi.

Confidando su un positivo riscontro cogliamo l’occasione per inviare i nostri più distinti saluti.

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