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Libia : con la guerra ci guadagna l’ENI

Sorpresa! Con la guerra in atto in Libia l’Eni ci guadagna. Il blocco delle forniture di gas libico, pari a poco più del 10% del consumo italiano, non solo non ha creato problemi al nostro paese ma per il cane a sei zampe “è quasi un dono dal cielo”. La rivelazione viene direttamente dal quotidiano della Confindustria (Sole 24 ore del 10 aprile) il quale spiega che, per effetto delle clausole “take or pay” che regolano i rapporti con il colosso energetico russo Gazprom, l’Eni aveva dovuto pagare 300 milioni di euro nel 2009 e ben un miliardo nel 2010 per forniture di gas che però non aveva ritirato per via di una domanda interna che negli ultimi tempi é particolarmente fiacca. Insomma la crisi libica càpita, come si dice, a fagiolo. Si risparmia sul gas del nord africa e si utilizza quello russo, già pagato.
Eppure non erano mancate le strumentalizzazioni. Al punto che la Snam, di fronte alla temporanea chiusura del rubinetto libico, ne aveva subito approfittato per portare l’acqua, anzi il gas, al suo mulino, sostenendo che quello che stava avvenendo era la riprova della necessità di costruire il mega gasdotto Brindisi-Minerbio il cui tracciato corre lungo la dorsale appenninica attraversando tutte le aree più altamente sismiche della provincia dell’Aquila. Sempre sul giornale della Confindustria, la cui sezione regionale difende a spada tratta il mega gasdotto, troviamo che la capacità di approvvigionamento di gas, in Italia, è pari ad un potenziale di 124 miliardi di metri cubi annui, mentre i consumi non vanno oltre gli 83 miliardi. Quindi già oggi la capacità potenziale supera di 40 miliardi la domanda interna. Ma se alle infrastrutture esistenti si sommano quelle in progetto (metanodotti e rigassificatori) tra dieci anni la capacità complessiva supererà i 230 miliardi di metri cubi. Vale a dire più del doppio dei consumi previsti per quell’epoca. A cosa serve tutto questo gas? L’amministratore delegato della Snam, Carlo Malacarne, non ne fa mistero. L’obiettivo è quello di diventare la “hub” del gas in Europa. Il gas sarà commercializzato, cioè rivenduto ai paesi del centro Europa: un mercato ancora più appetibile dopo i ripensamenti sul nucleare. Ecco dunque qual’è la vera finalità del super gasdotto destinato a sconquassare la nostra Regione. Nelle casse dell’Eni entreranno cospicui profitti mentre sul nostro territorio e sui cittadini ricadranno tutti i danni e i rischi. Un disegno ben congegnato, no?

da (Il Centro)

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