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L’UNICA STRADA E’ LA LOTTA

Il Sindaco di Sulmona è pronto ad occupare con i trattori i terreni su cui la Snam vuole costruire la centrale?                                                                      Bene, se lo farà saremo con lui e, insieme a noi, pensiamo che  ci saranno tanti cittadini.                                                                                                                  A situazioni straordinarie non si può che rispondere in modo straordinario.

La misura è ormai colma!!!

Nonostante i danni del terremoto siamo fuori dal cratere.                                                                                                                                                                                  Il nostro territorio, zona sismica di primo grado, ha un enorme bisogno di essere messo in sicurezza. Ma per ora, neppure un euro è destinato a questo scopo. Per di più il Governo nazionale ha deciso di esporci a rischi ancora più elevati, autorizzando vere e proprie bombe ad orologeria quali sono il metanodotto e la centrale di compressione. Tutto ciò al di fuori di ogni logica!

Anziché da cittadini siamo trattati da sudditi. Le delibere di contrarietà del Comune di Sulmona e di tanti altri Comuni, sono considerate carta straccia. Per chi sta in alto siamo solo una “servitù” per i corposi interessi della multinazionale del gas. Mai come oggi il territorio del centro Abruzzo ed i suoi abitanti sono stati così sbeffeggiati e vilipesi.

Ma se siamo giunti a questo punto ciò è dovuto anche, e soprattutto, al fatto che finora la risposta della politica e delle istituzioni locali è stata debole e finanche acquiescente.

                                                                                                         E’ ORA DI DIRE BASTA

 

Perciò chiediamo al Sindaco di Sulmona Fabio Federico: convochi gli “stati generali” del territorio, con amministratori pubblici, associazioni e cittadini. Si ponga alla testa di un movimento istituzionale e popolare che abbia volontà e capacità di farsi ascoltare dal governo nazionale e da quello regionale.

Programmi, per questo, iniziative fortemente incisive, anche fuori dagli schemi, quali sono richieste dalla eccezionale gravità della situazione sociale ed economica in cui versa il nostro comprensorio.

Nella recente storia del nostro paese vi sono diversi esempi in cui tenaci ed unitarie mobilitazioni dal basso, che hanno unito nella lotta un intero territorio, sono riuscite a ribaltare scelte che sembravano immodificabili.

Perché noi dovremmo essere da meno?

Se il Sindaco Federico, tra la rassegnazione e la lotta, sceglie quest’ultima, siamo pienamente con lui.  Ma che sia lotta vera!

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