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SNAM : IL TAVOLO FANTASMA DEL SOTTOSEGRETARIO DE VINCENTI

 

Il 16 marzo scorso, durante il Consiglio comunale di Sulmona, l’on. Paola Pelino ha annunciato che presto il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti, avrebbe convocato un tavolo nazionale sulla questione Snam.

Sono passati quasi due mesi da quell’annuncio, ma del tavolo non c’é nessuna traccia. Come non c’é traccia di una qualche iniziativa, da parte dei rappresentanti istituzionali del nostro territorio, affinché si passi dalle parole ai fatti.

Tace la Pelino, tace l’Amministrazione comunale di Sulmona, tace la Provincia,  tace la Regione.

Nessuno di coloro che i cittadini hanno eletto come loro delegati all’interno delle istituzioni sta facendo nulla. A nessuno sembra importare alcunché del metanodotto e della centrale.

Eppure si tratta di mega opere destinate a segnare profondamente la nostra area, ad incidere fortemente sulla nostra vita e su quella dei nostri figli,  con tutto il loro carico di devastazione ambientale, di inquinamento e di ulteriore pesante colpo alla agonizzante economia locale.

Ma se da un lato si registra il vuoto assoluto di iniziativa politica a tutti i livelli, dall’altro il procedimento autorizzativo va avanti speditamente.

Tutto lascia ritenere che, ormai, siamo vicinissimi alla convocazione della Conferenza dei Servizi per la centrale di compressione, che é l’atto finale prima dell’autorizzazione ministeriale.

Se ci fosse un residuo di serietà e di dignità nei nostri rappresentanti politici forse si potrebbe ancora fermare il treno in corsa dell’autorizzazione. Ma il tempo trascorso da quando é iniziata la lotta dei cittadini contro l’eco-mostro della Snam (era il gennaio 2008), ci ha fornito un’ampia riprova che questa classe politica non ha né serietà né dignità del proprio ruolo ma, al contrario, ha come segni distintivi l’inaffidabilità, la subordinazione alla volontà dei poteri forti, l’indifferenza verso la natura, l’immobilismo del “lascia che sia”, il non decidere, aspettando sulla riva del fiume che passi il “cadavere” del nostro territorio, senza alcun rispetto e considerazione per chi ci vive. 

Questa classe politica, se avesse voluto onorare il mandato ricevuto dai cittadini, avrebbe potuto e dovuto farlo già molto tempo prima, evitando che il governo Berlusconi emanasse i due decreti, di compatibilità ambientale e di pubblica utilità, che hanno posto una pesante ipoteca sull’esito finale.

Quando un giorno si farà il resoconto di questa lunga battaglia non potranno non emergere, in tutta la loro evidenza, le responsabilità di una politica fatta solo di vuote parole, di finte contrarietà e di corposi doppi giochi.

Un fatto é certo: anche se lasciati da soli i cittadini continueranno a portare avanti fino all’ultimo la lotta democratica e civile per la difesa di beni comuni inalienabili, quali il territorio, l’ambiente e la salute pubblica, che non possono essere barattati con nessuna contropartita, in quanto valori essenziali per la vita e il futuro stesso della nostra comunità.

 

Sulmona, 5 maggio 2012

 

                                                                                                       Comitati cittadini per l’ambiente

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