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BENVENUTI A SULMONA, CAPITALE DEI RIFIUTI INDUSTRIALI!

Sulmona è destinata a diventare il centro regionale per lo smaltimento dei rifiuti industriali.

Parola del sindaco Federico, di quel sindaco che, in campagna elettorale, aveva promesso che l’amministrazione comunale sarebbe diventata una casa di vetro e che invece continua a prendere decisioni ( o a lasciare che altri prendano, il che è la stessa cosa) sulla testa dei cittadini.

Il bello, si fa per dire, è che il sindaco se ne vanta pure. Ricordiamo perfettamente quando egli, in Consiglio Comunale, disse che, siccome nessun sindaco aveva chiesto la piattaforma per rifiuti industriali, allora lui subito ne aveva approfittato poichè “per la nostra città era una opportunità da cogliere al volo!!!!!???”

Non bisogna essere dei geni per comprendere perché gli altri non vogliono un impianto di questo genere:  i rifiuti di cui parla il sindaco, in particolare quelli elettronici, sono molto pericolosi per la salute umana e per l’ambiente in quanto contengono una grande quantità di sostanze inquinanti (come gli inquinanti organici persistenti, cloro, fluoro carburi e tossiche come il mercurio e altri metalli pesanti).

Ogni anno vengono prodotte nel mondo circa 20 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici e una gran parte di questi finisce in Cina. Secondo uno studio cinese, pubblicato su “Enviromental Research Letters”, le vecchie tv, i computers e le stampanti usate, telefonini ed elettrodomestici vari, al momento dello smaltimento possono causare effetti nocivi per la salute, come infiammazione e stress ossidativo, due precursori di malattie cardiovascolari, danni al DNA e cancro. Lo studio è basato sull’analisi dell’aria di una delle più grandi aree di smantellamento di rifiuti elettronici della Cina.

Mentre le fabbriche chiudono una dietro l’altra e la disoccupazione è alle stelle, il nostro territorio è considerato meritevole solo di accogliere rifiuti ed opere altamente impattanti come quella della Snam. Ormai siamo trattati come la discarica dell’Abruzzo e per “chiudere la filiera” ci manca solo l’inceneritore che, una volta realizzata la piattaforma, sarà molto più facile far passare. L’assalto al nostro territorio e la volontà di trasformare la Valle Peligna in una valle dei veleni è costante perché ciò avviene  con il beneplacito e addirittura con grande soddisfazione,  di politici insipienti ed irresponsabili che, in questo modo, stanno accelerando la morte del nostro comprensorio.

La piattaforma è grosso vantaggio solo per le grandi industrie, mentre le ricadute occupazionali, come hanno denunciato gli stessi sindacati, sarebbero minime.

E sotto il profilo economico, il bilancio sarebbe nettamente in perdita: i danni all’economia locale, legata alla vocazione del territorio (agricoltura di qualità, turismo, commercio) sarebbero enormi, senza sottacere i rischi per la salute dei cittadini per l’ambiente.

Non è ammissibile che scelte così importanti per la vita del nostro territorio che concernono il futuro dei cittadini e impongono un giusto e sacrosanto dibattito delle tematiche inerenti, vengano prese da una ristretta oligarchia politica ed economica, subalterna a ben individuabili interessi!

Diciamo basta alle decisioni calate dall’alto!

Chiediamo che su questo tema si apra un ampio confronto pubblico e comunque i Comitati non staranno a guardare, ma daranno battaglia contro questa scelta folle ed antidemocratica!

Sulmona, 9/07/2012

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