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CHIODI SI INGINOCCHIA DAVANTI ALLA SNAM E SFERRA UN ALTRO MICIDIALE COLPO AL TERRITORIO

La notizia che la Giunta regionale ha deciso di non difendere davanti alla Corte Costituzionale la legge sulle centrali di compressione in aree sismiche, è di una inaudita gravità. Siamo stati facili profeti nel prevedere che ciò sarebbe avvenuto, ma fino all’ultimo abbiamo sperato che non si giungesse fino a questo punto.

Dobbiamo, purtroppo, prendere atto che il Governatore Chiodi con questa decisione si prostra davanti al potere di una multinazionale e rinuncia, in modo ignominioso, a difendere diritti fondamentali del territorio e dei cittadini abruzzesi.

Un personaggio simile, che dimostra una così elevata mancanza di rispetto per l’Istituzione che rappresenta, non merita di stare alla guida dell’Abruzzo un solo minuto in più e ci auguriamo, se avrà l’ardire di ripresentarsi nelle ormai imminenti elezioni regionali, che egli venga sonoramente rispedito a casa dagli elettori.

Le motivazioni che Chiodi ha cercato di addurre per giustificare il suo irresponsabile comportamento sono totalmente inconsistenti sia sul piano strettamente tecnico che su quello politico e, affinché i cittadini possano giudicare con cognizione di causa, riteniamo necessario riportare il testo della legge regionale e il passaggio essenziale della impugnazione da parte del Governo nazionale.

La L.R. n. 14 del 7 giugno 2013, votata all’unanimità dal Consiglio Regionale e, quindi, dallo stesso Chiodi che risulta presente alla seduta, così recita : “La localizzazione e la realizzazione di centrali di compressione a gas è consentita al di fuori delle aree sismiche classificate di prima categoria, ai sensi della vigente normativa statale, nel rispetto delle vigenti norme e procedure di legge, previo studio particolareggiato della risposta sismica locale attraverso specifiche indagini geofisiche, sismiche e litologiche di dettaglio”.

Così il Governo nazionale ha motivato la presunta incostituzionalità della legge :”L’art.2 della L.R. n.14/2013, che inserisce l’art.1 ter nella L.R. 1° marzo 2008,n.2, introducendo una disciplina di dettaglio per la localizzazione di centrali di compressione a gas suscettibile di porre limiti stringenti alla stessa localizzazione di dette centrali di compressione, di interesse nazionale, finisce per impedirne la realizzazione su larga parte del territorio regionale, ponendosi così in contrasto con i principi fondamentali in materia “produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia”.

Quindi, secondo il Governo nazionale e secondo lo stesso Chiodi e la sua Giunta, per poter realizzare centrali di compressione sarebbe contro la Costituzione prescrivere studi dettagliati sulla sismicità del territorio!

Sostenere una tesi del genere è semplicemente folle, soprattutto dopo il disastroso terremoto del 6 aprile 2009 e dopo la condanna della Commissione Grandi Rischi proprio per aver sottovalutato il rischio sismico.

Il Consiglio Regionale, nell’approvare questa legge, non ha fatto altro che recepire, in senso anche letterale, quanto contenuto nel parere della Commissione nazionale per la Valutazione di Impatto Ambientale che, in relazione al progetto denominato “Metanodotto Sulmona-Foligno e centrale di compressione di Sulmona” ha imposto proprio questa prescrizione: “…dovrà essere effettuato uno studio approfondito sulla risposta sismica locale dell’opera, sulla base di parametri che scaturiscano da specifiche indagini geofisiche, sismiche e litologiche di dettaglio”. (Parere n. 535 del 7/10/2010).

Se è incostituzionale la legge della Regione Abruzzo allora è incostituzionale anche la prescrizione della Commissione nazionale V.I.A. che è stata calata pari pari nella legge regionale.

Ma se così fosse, saremmo nel regno dell’assurdo perché il parere V.I.A. è stato recepito dal Governo nazionale che ne ha fatto un proprio decreto!

E’ incredibile: il Governo ritiene incostituzionale una norma che è contenuta in un suo decreto e il Presidente Chiodi, che quella norma ha votato, anziché difenderla dà ragione al Governo!!!!

Quanto alle responsabilità politiche, Chiodi farebbe meglio a tacere perché, in tutta questa vicenda, i principali responsabili sono proprio lui e la sua parte politica: infatti, i decreti che hanno imposto una accelerazione all’iter del progetto Snam, quello di compatibilità ambientale e quello di pubblica utilità, portano le firme di Ministri del PDL, Stefania Prestigiacomo e Paolo Romani. Né lui né parlamentari abruzzesi del suo partito (in primis Paola Pelino), hanno mai mosso un dito affinché ciò non avvenisse.

Anzi proprio lui, Chiodi, è il comprimario più importante del tavolo-farsa convocato il 10 maggio 2012 dal Sottosegretario De Vincenti. In quella occasione a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, egli ed i suoi amici Di Dalmazio e Sorgi, anziché portare doverosamente il “no” della Regione Abruzzo e quindi negare l’intesa con lo Stato – come hanno sancito due risoluzioni approvate con voti unanimi dal Consiglio Regionale e rimaste finora inattuate – hanno fatto esattamente il contrario: hanno dato il via libera al devastante progetto della Snam sostenendo l’inverosimile tesi che, una infrastruttura mastodontica come la “Rete Adriatica” che attraversa 10 Regioni, altro non sarebbe che una semplice…”opera di urbanizzazione”!

Chiodi e i suoi complici non possono permettersi di continuare a prendere in giro i cittadini, i quali sanno ben distinguere chi difende il territorio e chi invece lo colpisce vilmente alle spalle. E stia pur certo che i cittadini hanno memoria e sapranno ripagarlo con la moneta che merita.

Sulmona 12/9/2013

Comitati cittadini per l’ambiente

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