Comunicati

UNA GIORNATA DI ORDINARIA “FOLLIA” POLITICHESE

Quella di martedi 10 novembre è stata una ordinaria giornata di “follia” politichese, ovvero il trionfo delle “manovrine di corridoio”, fatte di depistaggi, meschini giochi del cerino e trucchi regolamentari.

Con i consiglieri comunali Di Benedetto, La Civita e Lucci e noi comitati, ci siamo recati in Regione con un obiettivo preciso: far approvare dal Consiglio regionale una risoluzione (sarebbe la quinta) con cui si conferma il “no” assoluto al metanodotto Snam e alla centrale di compressione prevista a Sulmona, sia essa alimentata a gas oppure elettrica. E’ la linea decisa ed approvata alla unanimità il, 30 ottobre scorso, dal Consiglio comunale di Sulmona. Per coerenza, dovrebbe esserci la giunta comunale della città, insieme al presidente del Consiglio e ai consiglieri dei vari gruppi. Ma di tutti costoro, nonostante la sollecitazione scritta di Luigi La Civita, non si presenta nessuno. Domanda: ma perchè questa persone elette dai cittadini, proprio nei momenti decisivi per le sorti della città, se la squagliano e si imboscano? Perché tra i politici è diffusa la convinzione che basta una alzata di mano e votare contro per convincersi e far credere che hanno svolto appieno il loro dovere istituzionale?

Il primo politico che incrociamo è proprio lui, il Presidente Luciano D’Alfonso, al quale consegniamo il volantino, con relativa vignetta, che lo accusa di tradimento e di killeraggio a danno di Sulmona e dell’intero Centro Abruzzo. Lui ci risponde con il tipico beffardo sorriso dalfonsiano. “Centrale elettrica?” – dice – ” non c’è proposta, quindi non c’è delibera”. E’ la strategia del depistaggio, che poi ripeterà in aula con alcuni giornalisti. Gli replichiamo che, ormai, non ci fidiamo più di lui, non crediamo a quello che dice, perché nella scaletta della giunta regionale convocata per il pomeriggio, c’è anche l’adozione della delibera sulla centrale a propulsione elettrica”. D’Alfonso sorride e non smentisce perchè, non può smentire, e va via. Siccome nella maggioranza non si muove foglia che D’Alfonso non voglia, il gioco del cerino comincia subito. Il primo a cui viene chiesto di presentare la risoluzione è l’Assessore alle aree interne Andrea Gerosolimo che, per tutta risposta, ci aggredisce verbalmente: “non presento nessuna risoluzione; siete stati scorretti con me, perché avete detto pubblicamente delle falsità”. “Quali sarebbero queste falsità?”, domandiamo, ma Gerosolimo non risponde e si allontana con altre persone. A questo punto chiediamo a Pierpaolo Pietrucci, consigliere PD dell’Aquila, che sia lui a presentare la risoluzione, ma Pietrucci respinge la richiesta dicendo che deve essere Gerosolimo a farlo. Ma Gerosolimo ha già detto di no.  Così non resta altra strada che richiedere la firma dei consiglieri di opposizione. I consiglieri di Forza Italia e dei 5 Stelle firmano subito la proposta e la presentano al Presidente Di Pangrazio.

Ma, per la discussione della risoluzione, tutta la giornata permane l’incertezza, nonostante le sollecitazioni dei rappresentanti dell’opposizione.

La maggioranza, con D’Alfonso in testa, non vuole che la risoluzione sia discussa e votata oggi. Pietrucci, presidente della Commissione Territorio che la deve esaminare e votare, propone come data giovedì 12. Noi siamo decisamente contrari perché per giovedì la Giunta regionale potrebbe avere già adottato la delibera sulla centrale ad alimentazione elettrica e venerdì 13 c’è l’incontro a Roma, probabilmente l’ultimo, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Forza Italia e 5 Stelle insistono, vogliono che si discuta subito e chiedono che il Consiglio si pronunci su questa richiesta. A questo punto, stranamente, la maggioranza PD cede. La commissione si riunirà la sera stessa, al termine dei lavori del Consiglio. Qualcosa non torna: di sicuro c’è un trucco e lo si scoprirà subito dopo. Infatti, quando la commissione si riunisce, ormai è tarda sera e si apprende che i lavori non possono svolgersi perché, a norma di regolamento (cambiato solo da pochi giorni), devono essere presenti tutti i componenti affinché la seduta sia valida. Ne mancano tre, due della maggioranza (Balducci e Di Nicola)  e uno della minoranza (D’Ignazio). Nulla di fatto, dunque. L’astuzia regolamentare ha bloccato la votazione. Tutto rinviato a giovedì 12 alle ore 21; ma allora varrà un’altra regola: per la validità sarà sufficiente la maggioranza semplice. L’assessore Gerosolimo promette: “Se D’Alfonso porta la delibera io voto contro e sono anche pronto a dimettermi”. Poi l’assessore ci chiede di fare una foto con lui dicendo: “voglio metterla sul mio profilo facebook con la scritta: pace fatta”.  Noi diciamo: ” no, meglio scrivere ipotetica tregua”.

Sono le 21. Si chiude una giornata in cui della Politica, quella vera, nel senso più nobile della parola, non abbiamo percepito nulla: solo il suo discredito.

Sulmona, 11 novembre 2015

Comitati cittadini per l’ambiente

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