Comunicati

LA SNAM E TOTO SONO IL NOSTRO FUTURO? IL MONDO IMPRENDITORIALE FACCIA SCELTE STRATEGICHE CHIARE E METTA IN CAMPO PROGETTI CONCRETI E COERENTI PER IL RILANCIO DEL TERRITORIO.

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foto CENTROARUZZONEWS

Il 25 gennaio scorso, su nostra richiesta, abbiamo avuto un incontro con il “Tavolo di crisi” (ora “Tavolo delle opportunità”). Nell’occasione abbiamo consegnato un nostro documento con cui abbiamo sollecitato risposte, in particolare sulla “questione Snam”. Risposte dirette non ne abbiamo avute, ma leggiamo su alcuni siti locali un comunicato secondo cui “gli imprenditori e le loro associazioni vogliono analizzare a fondo i progetti e condannano, senza se e senza ma, il metodo del “no a prescindere” la cui sindrome sta contaminando sempre più amministratori e politici locali”. Si aggiunge che gli imprenditori intendono avere un “confronto aperto e sereno con la Snam e con il Comitato che è contro il progetto” e si fa un generico riferimento ad impianti produttivi che possano “compensare eventuali insediamenti impattanti in termini ambientali sul territorio”.

In questo comunicato spiccano soprattutto due aspetti : un atteggiamento pregiudizialmente negativo nei confronti dei comitati spontanei di cittadini che da anni si battono in difesa dell’ambiente e una sostanziale incapacità di fare scelte strategiche chiare per il futuro del nostro territorio.

L’etichetta di comodo di “quelli del no a prescindere” (che la Confindustria ha da sempre cercato di cucirci addosso e che ora, a quanto pare, è fatta propria anche dagli altri settori imprenditoriali), è palesemente falsa e suona come una offesa nei confronti dei tanti cittadini che in questi anni sono stati costretti a riempire i vuoti della politica e delle istituzioni per difendere il nostro territorio da progetti fortemente impattanti come l’inceneritore per rifiuti ospedalieri “Coccinella”, la mega cava, il cementificio Toto e il deposito per la rottamazione degli aerei, la centrale della Snam con annesso metanodotto.

In tutti questi casi il “no” è scaturito da un approfondito studio dei progetti, da assemblee pubbliche e da numerosi confronti con le forze politiche e con le istituzioni. Non esiste, perciò, nessuna “sindrome” che abbia contaminato i nostri amministratori pubblici. Al contrario, in tutti questi anni, abbiamo semplicemente attuato il metodo democratico, fatto di analisi, di dialogo e confronti a tutti i livelli. Tutto ciò ha portato le istituzioni, attraverso numerose deliberazioni adottate alla unanimità, ad assumere motivate posizioni di contrarietà ai suddetti progetti.

Non ci sembra che uguale attenzione a tali impianti sia stata dedicata da chi oggi, in modo del tutto gratuito, attacca l’impegno civico dei cittadini. Ci sembra, piuttosto, di rilevare una sorta di confusione che paradossalmente porta a dire “sì a prescindere” a tutto, mescolando in un unico calderone impianti impattanti e non, come se tra due modelli di sviluppo molto diversi potesse esserci compatibilità e compensazione. Ci si spieghi come possano il turismo e l’agricoltura di qualità convivere, ed avere una prospettiva, in presenza di un ambiente inquinato e degradato. Non bisogna andare lontano per vedere che, altrove, la classe imprenditoriale ha una ben diversa visione. Nella battaglia contro “Ombrina”, insieme ai cittadini e ai sindaci, abbiamo visto in prima linea proprio le organizzazioni dei produttori, degli albergatori e dei coltivatori della fascia costiera, a difesa di un modello di economia pesantemente minacciato dalla deriva petrolifera. Ci aspettiamo, perciò, che anche da noi il mondo imprenditoriale abbandoni visioni stereotipate ed abbia il coraggio di fare scelte strategiche chiare, mettendo in campo idee e progettualità che siano coerenti con la vocazione naturale del nostro territorio.

Sulmona, 5 febbraio 2016

Comitati cittadini per l’ambiente

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