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UN PAESE DOMINATO DALLE LOBBY DELL’ENERGIA. SCANDALO PETROLI E RIFLESSIONI SULLA QUESTIONE SNAM.

vota si

Lo scandalo petroli, che ha costretto alle dimissioni la ministra Guidi, apre uno squarcio nella fitta nebbia che avvolge le  relazioni tra le multinazionali dell’energia e un certo sistema politico. Cercheranno di farci credere, anche questa volta, che si tratta solo di qualche mela marcia. Ma è proprio così?

Il nostro Paese non ha una propria politica energetica perché sono le potenti lobby del petrolio e del gas ad imporre le loro scelte, miopi e senza futuro, che vengono favorite da norme e procedure adottate da governi fin troppo disponibili. Il governo Renzi ha perfezionato il metodo portato avanti dai governi precedenti. Grazie allo “Sblocca Italia” sono state dichiarate di “interesse nazionale” e di “carattere strategico” opere come trivellazioni, oleodotti, gasdotti, stoccaggi, che hanno invece lo scopo di accrescere i profitti delle grandi imprese del settore. Con la riforma costituzionale voluta da Renzi tutte le decisioni in materia energetica saranno prese dal governo nazionale e le Regioni saranno espropriate di ogni potere.

I cittadini che difendono i sacrosanti diritti delle comunità locali e beni fondamentali – questi sì strategici – quali l’integrità ambientale, la salute pubblica e le risorse economiche locali, vengono qualificati dal premier Renzi con l’epiteto dispregiativo di “comitatini”. Ma è grazie ai “comitatini” che i territori resistono contro un potere cieco che, in nome del dio denaro, vorrebbe schiacciare e ridurre al silenzio il popolo sovrano.

Lo scandalo di questi giorni induce a riflettere anche sulla questione Snam e sul perché di tanto accanimento da parte del governo nel voler imporre a tutti i costi un’opera così devastante.

Riproponiamo perciò domande rimaste finora senza risposta: come mai non sono mai state fornite spiegazioni convincenti  sulle tante anomalie procedurali che hanno spianato la strada alla Snam? Come mai le norme sulle distanze di sicurezza di questi impianti sono fortemente sbilanciate a danno dei cittadini? Come mai sono state impugnate dai vari governi tutte le norme della Regione Abruzzo che miravano a tutelare meglio il territorio e l’incolumità pubblica? Come mai si continua a non tenere in alcun conto la volontà del Parlamento che ha espresso un chiaro “no”al progetto della Snam?

Altro che democrazia, a dettare legge sono più che mai i grandi potentati economici e finanziari!

Il 17 aprile abbiamo una prima importante occasione, come cittadini, nel percorso per riappropriarci della sovranità popolare: utilizziamola votando sì al referendum anti trivelle per un’inversione di tendenza delle politiche energetico-ambientali del Paese.

Invitiamo tutti a partecipare all’incontro pubblico sul referendum che si terrà mercoledì 6 aprile alle ore 17,30 presso la Comunità Montana, in via Angeloni, 11 a Sulmona.

Interverrà Augusto De Sanctis del coordinamento “No Ombrina”.

Sulmona, 5 aprile 2016

Comitati cittadini per l’ambiente

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