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QUESTIONE SNAM E REFERENDUM: CON LA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE REGIONI E CITTADINI IMBAVAGLIATI: DECIDE SOLO LO STATO!

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La battaglia civile e democratica che, come comitati cittadini, stiamo conducendo ormai da quasi nove anni contro l’insediamento nel nostro territorio del gasdotto e dell’annessa centrale di compressione e spinta della Snam, ci porta ad inserirci nella campagna referendaria poiché la riforma Renzi-Boschi del Titolo V della Costituzione, ci tocca molto da vicino e vorremmo affrontare questo aspetto sotto il profilo ambientale, anche perché è poco presente nel dibattito pubblico e, a nostro avviso, è indispensabile fare chiarezza in merito.

Dal 2001, con la riforma del Titolo V che ridefinisce ruoli e poteri delle Regioni, le competenze sono così ripartite: la legislazione esclusiva dello Stato, la legislazione concorrente tra Stato e Regioni, la legislazione residuale attribuita alle Regioni. E’ importante sottolineare che la Corte Costituzionale pone su un piano di assoluta parità Stato e Regione, nel senso che nessuna delle due parti può prevaricare l’altra e che quindi l’intesa, necessaria quando si tratta di infrastrutture energetiche, è uno strumento forte che obbliga a trovare un accordo prima di giungere ad una decisione definitiva.

L’Art. 117, completamente riscritto nella riforma costituzionale proposta, elimina la legislazione concorrente e l’intesa tra Stato e Regioni con il pretesto dei molteplici contenziosi sfociati in numerosi ricorsi pendenti presso la Corte Costituzionale (per noi, invece, rappresentano l’esercizio della democrazia attraverso un necessario confronto fra le parti) e riporta, alla sola competenza esclusiva statale, materie fondamentali per la vita dei cittadini quali, ad es. l’ambiente, l’energia e le infrastrutture… Molte di queste opere impattanti (attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi, stoccaggi, gasdotti, elettrodotti, inceneritori..), sono elencate nel c.d. decreto 12/9/2014 n. 133, (Sblocca Italia artt. 37-38) che le definisce “opere strategiche, urgenti ed indifferibili”.

Sottraendo alle Regioni la potestà legislativa e togliendo l’intesa Stato-Regione in materia di energia, in assoluto le due misure più efficaci nella nostra lunga lotta contro il devastante progetto della Snam, gli Enti istituzionali, le associazioni ambientaliste, i comitati e tutti coloro che si oppongono ad opere impattanti imposte dall’alto e dannose per l’ambiente e la salute, non avranno più voce: un metodo davvero subdolo per zittire quanti non vogliono essere costretti a subire, poiché senza più armi per difendersi, l’assalto ai territori da parte delle lobby del gas e del petrolio, delle multinazionali, dell’alta finanza, dei grandi poteri economici.

E’ questa una delle insidie più pericolose che è presente nella riforma Boschi-Renzi: se l’esito referendario sarà a favore della riforma costituzionale, questi potentati economici non dovranno più confrontarsi con i cittadini ed i loro rappresentanti perché “qualcuno”, per sudditanza ai poteri forti, gli ha consegnato, prima con lo Sblocca Italia e poi con la costituzionalizzazione dello stesso nella riforma del titolo V proposta, un passepartout che consente loro di procedere al saccheggio dei territori per trarne il massimo profitto a scapito dell’ambiente, della salute e del futuro dei cittadini.

E nessuno potrà più ribellarsi perché DECIDE LO STATO!

Sulmona, 25 novembre 2016

Comitati cittadini per l’ambiente

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